Reggio Calabria. nella sala d'arte 'Muse' si è discusso di mobilità sostenibile tra biciclette e natura

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Una gremita Sala D’Arte alle Muse domenica scorsa ha fatto da cornice all’ultimo appuntamento denominato “Bellezze in bicicletta” che ha utilizzato come metafora il tema dell’estetica del paesaggio e di un velocifero storico come la bicicletta.
"La mobilità sostenibile ovvero il modello di sistema di trasporti che riduce al minimo l’impatto ambientale costituisce il tema conduttore della serata", ha ricordato il presidente Livoti.

Tante personalità presenti al salotto Muse.
Enzo Bollani – designer progettista ed imprenditore che ha fondato Bollani Biciclette, marchio specializzato nella produzione di biciclette ad alto contenuto di Design e di Tecnologia interamente realizzate in Italia, ha ricordato il suo incontro casuale con la città di Reggio Calabria, città ricca di grandi potenzialità dove probabilmente la bicicletta potrebbe diventare il mezzo di locomozione più identitario.
Bollani per la reggina calcio ha lanciato l’idea della bici detta "amaranta" che coniuga la classicità della vecchia – graziella – e la contemporaneità di accessori e linea.
Per Francesca Gioffrè – presidente Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Reggio Calabria - "Poco si è pensato e progettato per la città, occorre riprogettare la funzione del verde che non è solo bellezza ma rispetto dell’uomo e dei suoi spazi; solo così possiamo consegnare una città per il futuro". E inoltre, "Le piante sono esseri viventi, occorre monitorarle e le amministrazioni devono collaborare con l’Ordine degli Agronomi altrimenti si possono verificare gli accadimenti che hanno caratterizzato il Lungomare Falcomatà la passata estate".

Domenico Gattuso – docente di ingegneria dei trasporti presso l’ Università Mediterranea di Reggio Calabria - si è soffermato sui nuovi orientamenti della mobilità: la start mobility, la mobilità intelligente e l’eco sostenibilità.
"La mobilità - ha sostenuto Gattuso - oggi non è equa: si pensa solo ai veicoli e non ai pedoni diversamente da ciò che si faceva un tempo".
"Il problema - ha spiegato - è la scarsa partecipazione popolare: noi addetti ai lavori spesso segnaliamo e denunciamo ma la gente comune che dovrebbe avere garantiti i servizi è sempre più lontana dalle problematiche che ritroviamo nella nostra città, dai parcheggi alle strade, dalla linea ferrata all’aeroporto".

Gli artisti delle Muse si sono confrontati sul tema della bicicletta tra contemporaneità e storia esaltandone linea e movimento.
Giuseppe Livoti in qualità di critico d’arte - ha ricordato - gli esempi storici leonardeschi cosi come il foglio 133 del “Codice Atlantico” in cui si evince uno schizzo o prototipo di bicicletta ed inoltre ha presentato tutte le opere esposte tra simbolismo reale e tridimensionalità surreale: Santina Milardi con la bicicletta della memoria, Francesco Logoteta ed il suo ready made concettuale, Pina Calabro’ ed i suoi grafismi di asimmetriche linee, Adele Leanza e l’idea della bici geometria formale, Grazia Papalia tra bianchi e neri e rilievi coloristici, Rossella Marra e tricicli di infanzia su ceramica invetriata, Giovanna Marchese ed i colori dello sport ciclistico, Domenica Gorgone e la storia dell’uomo e del suo movimento, Nunzia Gimondo ed un realismo descrittivo paesaggistico, Antonella Laganà con geometrie in macramè ed indentificazioni grafiche di raggiere moderne.

Nella foto il presidente Livoti, Giuffrè, Gattuso, Bollani e la vice presidente Polimeni- Cordova

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