Via anche Anna Maria Guiducci: il Mibact manda in pensione anche la 'nuova' soprintendente dopo soli otto mesi

Ripartito il 'palio' per il nono 'incarico' in due anni e mezzo. Nuovo 'caso Berlingò'?

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Buongiorno soprintendente, ho appreso con una certa sorpresa che le è stato recapitato il decreto di pensionamento dal ministero.                                                                                                           

“La sorpresa è stata mia! Io ho firmato come soprintendente di Reggio Calabria e Vibo un contratto per tre anni”.

Ma scusi, anche la soprintendente che l’ha preceduta è stata mandata in quiescenza dal ministero all’indomani del suo insediamento: lei si trova nella stessa situazione?

“Lo verificherò a breve. Una cosa è certa. Il ministero mi ha messo a riposo. In settimana saprò di più”.


Uno scherzo? Niente affatto. La “prova” porta la data del 5 aprile scorso: il ministero lanciava infatti in quel giorno l’interpello ufficiale (vedi in foto la circolare) per selezionare il nuovo funzionario da destinare alla sedia più calda di tutto il Mibact italiano: la soprintendenza unica di Reggio e Vibo.


Parliamo del settore più strategico dei beni culturali in fondo alla Calabria: talmente strategico da aver cambiato in due anni e mezzo otto “direttori”, per essere adesso in attesa del nono.

Et voilà: a soli otto mesi dall’insediamento via anche Anna Maria Guiducci. Esattamente come la precedente.  

La “precedente” era Irene Berlingò: arrivata sullo Stretto per rimanerci (record dei record) solo due mesi, prima di essere “mandata”, anche lei, a riposo. Immediata la risposta di Berlingò: ricorso, vittoria e reintegro. Dove? Non si sa: a Reggio o a Villa Giulia dove aveva vinto una prestigiosa selezione? E chi lo sa? Il caos, in una parola.


Capitolo Guiducci: arriva nel luglio scorso a Reggio Calabria: bene, ottimo. Uno storico dell’arte, finalmente: non se ne vedeva uno in soprintendenza da anni.

 

La neoarrivata si insedia e inizia a lavorare. Tutto bene e tutto a posto. Fino al 5 aprile scorso, appunto, quando il ministero  lancia il nuovo interpello ufficiale: Guiducci in pensione e via con il nuovo giro di giostra. L’ennesimo di questa “fiera” di soprintendenti che neanche alla ruota della fortuna. Col nuovo interpello - tra nomine interim e avocazioni - siamo quasi all’en plain.

 

Un rapido ripasso: dalla riforma Franceschini - che aveva visto in Simonetta Bonomi nel 2015 l’ultima soprintendente a Reggio per l’archeologia e Margherita Eichberg a capo della soprintendenza per i Beni architettonici e il paesaggio (prima che si passasse all’ufficio unico con i settori accorpati insieme a Belle Arti) – nell’ordine si sono avvicendati in due anni, alla direzione di Reggio e Vibo, la bellezza di otto dirigenti: Francesco Di Gennaro, sostituito per un periodo da Luigi la Rocca; Gino Famiglietti, in avocazione; Salvatore Patamia (ad interim). Ed ancora Elena Calandra, per 70 giorni e poi trasferita a nuovo incarico romano; quindi Caterina Bonn Valsassina (in avocazione dalla direzione generale con una delegata sul territorio) ed infine i pochi giorni di Irene Berlingò per l'ormai noto (contestato e “affondato”) decreto di pensionamento. Quindi Anna Maria Guiducci, che ha già la valigia pronta.

 

Una domanda si pone: perché dopo anni di interim avocazioni e dirigenti a singhiozzo ci si intestardisce a non dare una guida stabile al più importante ufficio periferico del ministero per Reggio e Vibo?

 

Quale burlona tattica è, quella del Mibact, per un territorio dove esiste un “bendidìo di patrimonio” che perde visitatori - come scrivevamo appena ieri (http://www.quellochenonho.it/1539/la-calabria-dei-beni-culturali-un-po-rsquo-sale-un-po-rsquo-scende-e-in-alcuni-casi-scende-pure-dove-si-sale.html) - e attende una svolta ormai da decenni?

 

E soprattutto: se anche il pensionamento della Guiducci venisse bocciato da un giudice, con reintegro nella sede di Reggio, a quel punto a chi spetterebbe il posto? La Berlingò al posto della Guiducci o la Guiducci al posto di chi?

Sembra un cervellotico gioco di società. Peccato che in questo caso (per i legali, le cause, i risarcimenti e i reintegri) le banconote non siano certamente quelle senza filigrana del Monopoli, oltre ad essere soldini pubblici.

 

Tutto questo - infine - in un territorio dove le emergenze non mancano. Un esempio per tutti: solo pochi giorni fa si è sbloccata la progettazione per il nuovo parco archeologico di Piazza Garibaldi a Reggio (con i funzionari della soprintendenza che si son fatti carico di tutto il lavoro per una tra le scoperte più importanti degli ultimi decenni).

 

Servirà o no una figura solida e la continuità a capo della soprintendenza per seguire lavori per sei milioni di euro, se e quando il Comune riuscirà a reperirli?

 

La risposta è: boh. Come “boh” è la risposta a cosa succederà adesso. Il ministero dalla sua ha fatto ripartire il “palio” e il resto sarà tutto da vedere.

Un dato è acquisito: l’interpello ufficiale bandito all’inizio di aprile ha già incassato le prime candidature per il posto (vacante) da soprintendente, da coprire a partire dal prossimo 1 giugno (tra 19 giorni).


A chi lo riserverà il Mibact? Avrà per caso qualche nome sott’occhio da prepensionare, o buono a trascorrere gli ultimi giorni del mandato prima di fuoriuscire dall’organico?

Il rebus è servito, la soluzione ignota. Per un patrimonio la cui sorte somiglia ogni giorno di più a quella dei suoi ultimi dirigenti in capo.

Un patrimonio in quiescenza. Per decreto ministeriale.





 
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