La nazionale riparte da Roberto Mancini

Il neo CT azzurro: 'E’ un sogno che si avvera. 'Voglio riportare l'Italia ad alti livelli'. Subito tre test con Arabia Saudita, Francia e Olanda

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Roberto Mancini "E’ un sogno che si avvera. Sono felice per i miei genitori. Se sono qui lo devo anche a tutti i miei allenatori, ognuno è stato importante per la mia carriera. Sono convinto che l’Italia possa tornare ai livelli che le competono". Sono queste le prime parole di Roberto Mancini dopo la firma ufficiale che lo colloca sulla panchina della nazionale italiana di calcio.

"Abbiamo cercato un CT – ha commentato il Commissario Straordinario della FIGC Roberto Fabbricini -
che avesse tre caratteristiche fondamentali: innanzitutto l’entusiasmo di guidare gli Azzurri, poi una
preparazione tecnica ed un’esperienza di altissimo livello e infine la condivisione sulle valutazioni della
FIGC su budget e obiettivi. In Mancini abbiamo trovato la totale corrispondenza su questi aspetti e
siamo felici di poter iniziare con lui un percorso biennale che possa regalare alla Nazionale quelle
soddisfazioni che merita per quello che il calcio italiano rappresenta e per le ambizioni comuni che
hanno la FIGC e il CT".
Il commissario straordinario ha ringraziato Luigi Di Biagio, che dopo aver guidato la Nazionale in occasione delle amichevoli con Argentina e Inghilterra tornerà sulla panchina dell’Under 21 in vista del Campionato Europeo che l’Italia ospiterà nel 2019

Un compito difficile per Mancio, 52° allenatore in una storia lunga 108 anni, che arriva dopo un periodo difficile per gli azzurri culminato con la mancata qualificazione ai mondiali di calcio.

Per il neo CT, subito tre test contro Arabia Saudita (San Gallo, Stadio ‘Kybunpark’ - 28 maggio, ore
20.45), Francia (Nizza, Stadio Allianz Riviera - 1 giugno, ore 21.00) e Olanda (Torino, Juventus Stadium
- 4 giugno, ore 20.45).
Per l’Italia le tre amichevoli rappresentano un ponte verso la nuova stagione, che inizierà a settembre nel segno della Nations League. E proseguirà poi da marzo con le Qualificazioni per l’Europeo 2020 che si aprirà proprio in Italia, a Roma, sede della gara inaugurale, di tre partite del girone e di un quarto di finale.

Dopo Ventura e Di Biagio ecco allora l'ex bambino prodigio, uno dei grandi talenti del calcio italiano.
Genio, sregolatezza e grande tecnica. Mancini, da calciatore ha fatto innamorare di sè milioni di tifosi.
A Bologna l'esordio in Serie A a soli 16 anni, come i grandi campioni.
Ha vinto tanto, prima con la maglia blucerchiata della Sampdoria insieme a Gianluca Vialli (lo scudetto 1991, 4 Coppe Italia, una Coppa delle Coppe e una sfortunata finale Champions).
E poi con quella biancoceleste della Lazio (lo scudetto nel 2000, la Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea, due Coppe Italia, una Supercoppa di Lega).

Ma non è mai esploso, invece, con la maglia azzurra della nazionale. Enzo Bearzot si accorse subito di lui e convocandolo per un'amichevole contro il Canada, ma è stato 'beccato' a rientrare in albergo a New York a notte fonda. "Per me l'avventura in Nazionale finì quel giorno", ha raccontato poi.
Alla fine della sua breve carriera in azzurro Mancio ha collezionato 36 presenze e 4 reti.

Da allenatore ha vinto sulle panchine di Inter e City.
Nell'estate 2004 Mancini arriva all'Inter conquistando la Coppa Italia e poi lo scudetto d'ufficio in seguito alle vicende di 'calciopoli'. Nel 2007 vince il suo primo scudetto da allenatore sul campo ripetendosi l'anno successivo. Poi lo scudetto con il City.

Mancio torna in nazionale 24 anni dopo l'ultima partita giocata, quando in panchina sedeva mr. Sacchi.
"Diventare Ct è motivo d'orgoglio – ha dichiarato Mancini nella sua prima conferenza da Commissario Tecnico - e penso sia la massima aspirazione per ogni allenatore. Sono tanti anni che alleno, questo era il momento giusto, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, per fare qualcosa per la Nazionale. Il mio rapporto con la Nazionale è durato tantissimo, ho avuto tre Ct diversi come Bearzot, Vicini e Sacchi. Vorrei riuscire a riportare l'Italia dove merita, sul tetto del mondo e sul tetto d'Europa. Non sarà semplice, c'è da lavorare molto, ma penso che possiamo farcela. Dovremo riavvicinare la Nazionale ai tifosi. È difficile che un Ct metta tutti d’accordo, ogni tifoso vede il calcio a modo proprio, per unire bisogna vincere un trofeo importante”.

Il neo CT parlerà con Buffon e De Rossi per capire quali siano le loro intenzioni e che le porte della Nazionale sono aperte per tutti ed ha risposto ad una domanda sulla convocazione di Mario Balotelli: "Giocatori in Italia ce ne sono tanti, anche in momenti che pensiamo siano difficili si possono trovare giocatori di qualità. Con Balotelli ci parleremo e probabilmente lo chiameremo, vorremmo rivederlo come agli Europei con Prandelli”.

All’inizio della prossima settimana è in programma il primo raduno dell’era Mancini: “È difficile dire come giocheremo, voglio vedere alcuni giocatori che non conosco bene, ma mi adatterò alle loro esigenze e qualità per decidere cosa sarà meglio per la squadra. È importante che i giocatori che arrivano in Nazionale tirino fuori i loro sogni”. Ci sarà spazio per i giovani perché solo attraverso solide fondamenta si può assicurare all’Italia un futuro migliore: “Dovremo pensare anche a costruire una squadra per i prossimi anni, per cui l'età conterà. Il Ct ha l'obbligo di stare vicino alle Nazionali giovanili, ma ogni squadra ha il suo allenatore e non disturberò il lavoro dei colleghi, che stanno facendo benissimo".


Le prossime sfide della Nazionale

ARABIA SAUDITA – ITALIA

Sarà una prima per gli Azzurri contro l’Arabia Saudita e sarà anche la prima uscita a San Gallo, 7a sede in Svizzera per la Nazionale dopo Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Lugano, Zurigo.

FRANCIA – ITALIA

Dall’esordio della Nazionale nel 1910 all’Arena Civica all’ultimo trionfo Mondiale nel 2006, passando per la Finale Europea del 2000 vinta dai Bleus al golden gol: Francia – Italia è questo e molto altro, con gli Azzurri in vantaggio nel riepilogo dei precedenti: 18 vittorie contro 10, oltre a 10 pareggi nei 38 incontri, 81 le reti segnate e 53 quelle subìte.
Nell’ultimo confronto, che segnò l’esordio di Ventura sulla panchina della Nazionale a Bari nel settembre 2016, netto successo dei transalpini per 3-1. A Nizza, 2 i precedenti per l’Italia entrambi in amichevole, contro Austria e Uruguay, score di 1 vittoria e 1 pareggio. In questa gara, in base all’accordo tra le Federazioni, sarà usata la VAR.

ITALIA - OLANDA

Altra sfida di grande fascino, con 20 precedenti, dei quali 7 in Italia: bilancio positivo per gli Azzurri che vantano 9 successi, 8 pareggi e 3 sconfitte. L’Italia è imbattuta nelle amichevoli con gli olandesi: 8 vittorie e 7 pareggi, 24 reti fatte e 12 subìte. Nelle sfide del passato restano memorabili il successo dell’Olanda a Buenos Aires al Mondiale ’78 decisivo per la finale poi persa contro i padroni di casa (unico precedente in un Mondiale) e quello degli Azzurri dopo i rigori a Rotterdam a Euro 2000 (4 i confronti in un Europeo), anche in questo caso decisivo per la finale persa poi al golden gol contro la Francia.
Sono 37 le partite disputate dalla Nazionale a Torino, 3a città per numero di gare degli Azzurri dietro Roma (58) e Milano (57), anche se il capoluogo piemontese vanta il maggior numero di impianti coinvolti: 7 dal “Filadelfia” allo “Juventus Stadium”, dove per gli Azzurri sarà la quarta volta.
A Torino, l’Italia ha affrontato 20 avversarie, l’Olanda sarà la 21° e per gli “Oranje” sarà la prima volta
in città. Per l’occasione, la FIGC ha organizzato una serie di iniziative promozionali in vista della gara
e per celebrare i 120 anni della FIGC nell’ambito del programma “Torino Città Azzurra” realizzato in
collaborazione con il Comune di Torino.

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