Imu e Tasi, tutti i casi di esenzioni, riduzioni e particolarità

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Il 18 giugno è questione di giorni ma, oltre alla regole generali (tutte reperibili nel focus del Sole
24 Ore del 23 maggio, disponibile in pdf), le eccezioni sono moltissime. Insomma, per il calcolo,
per pagare il giusto e senza rischiare sanzioni (la stampa del modello F24 direttamente dai siti
online di molte banche o, in bianco, da quello dell’agenzia delle Entrate, vale la pena di
riscontrare se non si rientri in qualche caso particolare tra quelli illustrati qui sotto. Ricordiamo
che le aliquote non sono cambiate che in pochi casi (la verifica si fa sul sito del Mef).

Abitazione principale e residenza

Nulla da versare per i possessori di abitazione principale, sia per l’Imu che per la Tasi, a
condizione che non si abbia una casa di lusso (classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/
9). Per le abitazioni di lusso si applica l’aliquota deliberata dal Comune e la detrazione fissa di
200 euro, se non aumentata dal Comune.

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano
come unica unità immobiliare, “nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano
abitualmente e risiedono anagraficamente”. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare
abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel
territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in
relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Per poter accedere
all’esclusione dell’Imu non è quindi sufficiente la residenza anagrafica, ma occorre anche la
dimora abituale di tutto il suo nucleo familiare. Unica eccezione possibile: due coniugi che
risiedano (in genere per motivi di lavoro) in due Comuni diversi, ciascuno in abitazione di
proprietà: il principio della”doppia agevolazione” in questo caso è stato recentemente chiarito
dalla circolare circolare n. 3/2012... Per continuare la lettura clicca qui

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