'Il Cavaliere Monsolino ritorni nella sua città': l'appello delle associazioni di Reggio Calabria per la scultura scomparsa decenni fa e 'ritrovata' grazie a un film di Tornatore

Domani la causa a Parma per la restituzione del coprisarcofago oggi di proprietà di Franco Maria Ricci

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La vicenda la raccontò bene Giuseppe Baldessarro su Repubblica lo scorso 9 giugno.

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La scultura scomparsa rispunta sul set del film girato a casa di Franco Maria Ricci - titolava il quotidiano nazionale, spiegando: "Trafugata 40 anni fa, scoperta grazie alle riprese di Tornatore. L’opera era a casa dell’editore che ora vuole tenersela: "La comprai in buona fede".

Adesso è l'associazionismo di Reggio Calabria ad abbracciare la causa del ritorno dell'antico Cavaliere in marmo sdraiato - un tempo - sul sarcofago dei resti di Monsolino, monumento rimasto monco misteriosamente e che oggi potrebbe però finalmente ritornare integro. 

Non un capriccio, quello dei reggini e dei discendenti, bensì il desiderio - legittimo - che si ricomponga una storia, smembrata con modalità al solito poco chiare molti anni fa e che, con questo auspicabile ritorno, potrebbe anche restituire all'intera città uno dei suoi pochi momumenti seicenteschi (rari quelli che rimangono in questa fetta di Calabria tartassata da violenti terremoti).

"L’associazionismo culturale reggino - scrivono i sodalizi reggini -  in queste ultime settimane, attraverso gli organi di stampa locali e nazionali, segue con trepidazione e profondo interesse la vicenda legata al ritrovamento della copertura del monumento funerario del cavaliere Giuseppe Monsolino, già presente nella vecchia chiesa dell’Eremo della Consolazione".

"La scultura, scomparsa alcuni decenni orsono in circostanze poco chiare - spiegano - risale al XVII secolo, fu commissionata dalla famiglia Monsolino ed è riconducibile ad ambito messinese. Essa costituiva la parte superiore del monumento funebre eretto in memoria del nobile cavaliere dell’ordine di Malta che, in vita, aveva difeso la costa reggina dalle incursioni dei pirati turchi".

"Già collocato nella vecchia chiesa dell’Eremo, demolita in seguito alla costruzione del nuovo edificio sacro avvenuta durante l’episcopato di Mons.
Ferro, il monumento sepolcrale, ritenuto non conforme allo stile architettonico del nuovo luogo di culto, era stato smontato e giaceva nei locali del convento, in attesa di adeguata destinazione", continuano gli attivissimi volontari della cultura.

Dalla storia all'oggi, ecco quindi l'appello: "La singolarissima e nota vicenda del recente ritrovamento della statua funebre, ad opera di un discendente della famiglia Monsolino, l’architetto Filippo De Blasio di Palizzi, ha destato molta curiosità in città, ma ha anche contribuito a risvegliare positivi sentimenti di condivisione e di compartecipazione tra molte associazioni culturali cittadine. Le stesse, naturalmente, auspicano e fanno appello a tutti i soggetti che hanno facoltà a determinarlo, un felice ritorno della scultura a Reggio Calabria, anche in vista di una successiva ricomposizione del significativo e pregiato monumento che, opportunamente, dovrebbe poter essere fruito nella sua interezza. Ciò le associazioni scriventi ritengono irrinunciabile anche in considerazione della depauperazione del patrimonio culturale locale, provocata dalle ripetute, distruttive catastrofi naturali e dalle scorrerie e incursioni devastatrici più svariate, operate dai popoli che si sono succeduti nella storia della Calabria".

Le associazioni firmatarie sono Italia Nostra, sezione di Reggio Calabria; FAI – Fondo Ambiente Italiano delegazione di Reggio Calabria; Club di territorio di Reggio Calabria del TCI; ANPI Reggio Calabria ed Associazione Amici del Museo di Reggio Calabria CIS Calabria.

Domani a Parma la causa per stabilire la sorte dell'antico Cavaliere. E c'è da giurare che Reggio Calabria guarderà con attenzione e attesa alla decisione del giudice. Ma anche, eventualmente, ad un atto di generosità da parte di un uomo di cultura come Franco Maria Ricci.

©La riproduzione è riservata 


(La foto di Ricci è tratta da Repubblica.it; foto di Tornatore da Wikipedia - per eventuali indicazioni sugli autori scrivere a info@quellochenonho.it)

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