Diamoci una scossa, giornata nazionale della prevenzione sismica si è tenuta senza i geologi. Per Alfonso Aliperta, presidente dell'Ordine dei Geologi della Calabria si è trattato di 'Una grave lacuna culturale'

'Forte rammarico' da parte dell'Ordine dei Geologi della Calabria per 'l'ennesima occasione perduta'

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Il 30 settembre si è tenuta in diverse città italiane la giornata della prevenzione sismica “Diamoci una scossa!, promossa da Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Consiglio Nazionale degli Architetti.
L'iniziativa si è sviluppata attraverso incontri divulgativi nelle piazze e sarà seguita, a novembre, da visite tecniche all'interno delle abitazioni private da parte di architetti e ingegneri.

Occorre sempre plaudire a simili iniziative se nascono con l'intento di disseminare maggiori conoscenze sui rischi naturali e sulla necessità di mitigarli. A maggior ragione, devono essere sostenute quando affrontano problemi tanto delicati ed importanti quale l’elevato rischio sismico del territorio italiano (e, in particolare, di quello calabrese).

Paradossalmente, malgrado si tratti di un argomento che va affrontato con approccio di tipo multidisciplinare e con evidenti implicazioni di carattere geologico (dalla sismologia, alla geologia tecnica, dalla geomorfologia applicata, alla microzonazione e alla risposta sismica locale, ..), l’iniziativa non prevede il coinvolgimento della categoria professionale dei geologi. Le valutazioni sulla sicurezza sismica degli edifici sono quindi destinate a restare orfane delle necessarie conoscenze sulle pericolosità geologiche, al fine di prevenire fenomeni sismoindotti, nonché sulle caratteristiche del sottosuolo che, com'è noto, in particolari condizioni, possono produrre amplificazioni del moto sismico e quindi maggiori danni alle costruzioni.

Malgrado i recenti progressi nel praticare forme sempre più estese ed efficaci di collaborazione tra le diverse professioni tecniche (geologi, ingegneri, architetti e geometri), a livello nazionale e locale, bisogna prendere atto della sopravvivenza di alcune sacche di resistenza negli ambiti decisionali.
Infatti anche in occasione dell’aggiornamento della Normativa Tecnica ( NTC2018), attualmente oggetto di ricorso da parte dei geologi, si è registrata la volontà di marginalizzare la componente geologica, come, analogamente, è accaduto nelle varie proposte volte ad istituire il fascicolo del fabbricato. Purtroppo, la riproposizione di simili atteggiamenti rischia di riportare indietro l'orologio della scienza e della tecnica con un approccio, legato esclusivamente al comportamento della struttura, che ignora sia il sottosuolo sia il contesto geomorfologico in cui essa si colloca.

Il Consiglio Nazionale dei Geologi era stato in realtà invitato (tardivamente) a presenziare alla presentazione dell'iniziativa ma ha ritenuto di non doverla patrocinare: non si può, infatti, avallare un approccio che, con tutta evidenza, sottostima l'importanza degli aspetti geologici nella prevenzione sismica, escludendo di fatto i geologi dalle attività di rilievo e di caratterizzazione.

Per quanto detto, e in linea con quanto deciso dal Consiglio Nazionale, l'Ordine dei Geologi della Calabria ha ritenuto di non aderire all'iniziativa, nonostante i buoni rapporti istituzionali e gli inviti ricevuti in ambito regionale da parte degli ordini degli Ingegneri e degli Architetti.

Resta, in ogni caso, il forte rammarico per l'ennesima occasione perduta: su simili argomenti, dovrebbe prevalere sempre lo spirito di servizio nei confronti dei cittadini, alla cui sicurezza andrebbero improntate le politiche ordinistiche di tutti i soggetti in questione. I
n questa occasione, abbiamo registrato – con sincero dispiacere – un passo falso da parte degli ispiratori apicali dell'iniziativa.
Ci auguriamo un rapido cambiamento di rotta a livello nazionale che porti ad affrontare la questione della mitigazione del rischio sismico in maniera organica.

*Presidente dell'Ordine dei Geologi della Calabria

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