'L'acrobata immobile', in libreria i nuovi racconti di Maurizio Marino

Un libro salvavita e uno sguardo sul futuro spiegato al cane Ettore

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Ho cominciato a leggere Maurizio Marino dai tempi di "Mappa per scrittori a fondo perduto". Poi è stata la volta di "Resoconto poetico per non cadere mai", un romanzo che ho letto tante volte e sì, mi ha aiutata quando sono caduta, se di cadere si può parlare, a rialzarmi sempre con un insegnamento nuovo: è così che ho vinto sui miei molti scivoloni.

Adesso è giunta la volta de "L'acrobata immobile" (ed. Scatole Parlanti). Già dal titolo, un ossimoro che ci introduce alla riflessione, l'autore vuole farci riflettere su quanto spesso l'equilibrio sia generato dagli opposti che non ci scalzano dalla narrazione e non rendono claudicante il percorso di questi fulminei racconti.
Anzi, con un forse leopardiano, mi permetto di osare, di pensare, di aprirmi a nuove possibilità e a giungere alla conclusione che sto per esporvi: gli opposti generano armonia. Eccolo qui l'immobilismo acrobatico dello scrittore.
Maurizio Marino, insomma, narra dell'eroicità del quotidiano e dell'universalità dell'umano che in qualche maniera, ora con un mantra, ora con una vista lunga da gigante, diventano - patrimonio di tutti - amore. La pietas umana, spietatamente ripulita di ogni retorica, si fa bellezza e pace. Le pagine si susseguono attraverso visioni nitide, epifanie che sbocciano come fiori di loto, come consapevolezze ferme in mezzo allo scorrere della vita. È in queste pagine che la "casta dei perdenti" avrà, più che mai, la sua rivalsa.

Piccoli racconti, brevi osservazioni che s'ingigantiscono man mano che l'occhio legge; le pagine che sembrano autobiografiche s'insinuano come cocci in mezzo alla quotidianità di tutti quanti. È come se l'acrobata ci suggerisse che lì, dentro a quelle pagine, ci siamo noi. Come se ci mostrasse quanto il piroettare sul filo della vita quotidiana rimandi a tutti noi e alle nostre piccole grandi felicità e debolezze.
In mezzo alla terra di Malabria, terra immersa nei fumi del passato, negli inevitabili ripiegamenti su se stessa, si canta un inno muto alla felicità delle occasioni quotidiane, che spesso faticano a uscire dalle cose per farsi pensiero e sguardo oltre la "terra dell'otium". È un omaggio al "Mare verticale" di Giorgio Saviane. Al piccolo e grandissimo poeta Ludovico e a tutti gli altri bambini e adolescenti che, se il saggio con il dito indica il cielo, sanno anche guardare ben lontano, fino alla luna. È un libro che merita di essere letto, immerso com'è nell'inconfondibile prosa poetica di un grande acrobata della scrittura.

Biografia

Maurizio Marino insegna materie letterarie e latino al liceo “Nostro” di Villa San Giovanni e collabora con l'Università “Mediterranea” di Reggio Calabria come docente esperto di letteratura italiana.
Con Città del sole edizioni ha pubblicato Mappa per scrittori a fondo perduto (2008), L'interazione strategica applicata al romanzo (2011), per la collana Didattica dell'italiano dell'Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, Resoconto poetico per non cadere mai (2016).

*Chiara Nirta, scrittrice calabrese di nascita e piemontese di adozione. Ha pubblicato diversi libri, tra cui l'ultimo romanzo "L'anima lo sa prima".

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