Wimbledon, Djokovic vince contro Federer al tie-break la finale più bella, più lunga e più contraddittoria di sempre

Lo svizzero è stato più costante e brillante, le statistiche punti tutte a suo favore, ma ha perso al fotofinish contro il serbo, più concreto nei momenti decisivi

Condividi su WhatsApp

Nella finale più bella, più lunga e più contraddittoria di sempre, Novak Djokovic conquista il trono di Wimbledon, al fotofinish, contro Roger Federer, al tie-break del quinto set.
6-7, 6-1, 6-7, 6-4, 12-13 il risultato finale, con le statitistiche punti tutte a favore dello svizzero.

Difficile spiegare i perchè della vittoria e della sconfitta.
Dal punto di vista strettamente sportivo, se non è stata la gara più bella di sempre, ci manca comunque poco. E’ solo una questione di gusti. Sicuramente rientra tra le finali leggendarie insieme a quella del 2008 tra Nadal e Federer (sempre lui, solo 11 anni più giovane), vinta al quinto set (9-7) dallo spagnolo e insieme a quella del 1980 tra Bjorn Borg e John McEnroe che ha visto il trionfo dello svedese dopo quattro ore di gioco.

I numeri non lasciano dubbi. 
E' stata la finale dei record quella che ha consegnato a Novak Djokovic il titolo di Wimbledon 2019.
Certamente quello tra King Roger e il serbo Novak è stato il match più lungo di sempre: quattro ore e 55’ minuti di gioco. Una interminabile maratona che ha superato quell’altra epica che sembrava insuperabile del 2008 tra Nadal e il "sempreterno" Roger, appunto 11 anni fa.

La prima finale di Wimbledon decisa al tie-break del quinto set, dopo un parziale lunghissimo che assegnava ai contendenti dodici game e un break a testa. Una finale decisa proprio con quel tie-break introdotto dagli organuzzatori da quest'anno, per l'ultimo set.
La prima finale in cui ha vinto il tennista che ha avuto ben due match point a suo sfavore. E, per converso, la prima finale persa da chi aveva a disposizione due match point per la conquista del titolo. Al quinto set, sull'8-7 per Federer, con il servizio a favore, infatti, un punto perso dallo svizzero ed uno conquistato dal serbo hanno rimesso la gara prima in parità e poi addirittura su un altro binario.
Il tennis a volte è deciso da episodi e quei due match point sprecati chissà per quanto tempo turberanno i pensieri di Roger.

In questa immensa e indimenticabile partita del Championships si sono giocati ben 421 punti, con lo svizzero che ne ha realizzati 218 contro i 204 del serbo.
Sono 36 i game vinti da Roger contro i 34 vinti da Novak.
25 a 10 gli aces e 63% contro 62% la prima di servizio in favore sempre di King Roger.
54% la percentuale di break point conquistata dallo svizzero contro il 38% del serbo.
Le distanze coperte in campo? Anche qui Roger Federer è in vantaggio: 5810,3 metri a 5623,5.

Alla fine Roger risulterà più costante e brillante. Sky sport gli assegnerà il punto più bello della finale come pure quattro tra i cinque più belli.

Ma malgrado le statistiche, i numeri e il gioco abbiano dato ragione allo svizzero, è stato Nole a vincere Wimbledon, perchè più concreto nei momenti decisivi, perchè è riuscito a far suoi i punti più importanti, tra i quali tre tie-break (nel 1°, 3° e nel 5° parziale) e due match-point annullati nel 5° set, che ancora bruciano, sulla pelle di Federer.

E’ stata la finale che tutti avrebbero voluto vedere. Ma chi poteva aspettarsela proprio così?

Una finale epica nella quale hanno deciso gli episodi al fotofinish. Se avesse vinto Federer, Djokovic avrebbe avuto meno da recriminare e, forse, zero rimpianti.
Ma è il serbo ad aggiudicarsi la finale più lunga nella storia del Championships, la seconda consecutiva, la sua quinta affermazione a Londra dopo le vittorie del 2011, 2014, 2015 e 2018 che gli consente di eguagliare il mito Bjorn Borg. Alla sua 15esima presenza a Londra, il serbo vanta un successo ogni tre anni: numeri incredibili.

Novak, il numero 1 del mondo, ora è a quota 16 Slam, quattro vittorie negli ultimi cinque giocati (ha perso solo al Roland Garros), dopo aver ricevuto la coppa del vincitore di Wimbledon ha dichiarato: "E' una delle migliori finali che abbia giocato, contro uno dei più grandi di sempre, per cui nutro un grande rispetto. Purtroppo uno dei due doveva perdere, è stato incredibile aver annullato due match-point e poi vincere. Strano anche vincere il tie-break 13-12. Roger è una fonte di ispirazione continua. Quando ero un ragazzo sognavo di diventare un tennista e questo era il torneo che volevo vincere. E' speciale dividere questo trofeo con la mia famiglia".

Federer, battuto per la terza volta in finale a Londra da Djokovic, vede sfumare il nono titolo che sembrava ormai suo, a soli 37 anni e 11 mesi. Ma al momento sembra inarrivabile: 20 Slam, tra i quali 8 trofei a Wimbledon dove ha vinto 101 volte con 21 partecipazioni consecutive. Mai nessuno così in un solo Slam. E poi, 102 trofei, il secondo di tutti i tempi dietro Jimmy Connors che di trofei ne ha sollevati 109.
A caldo King Roger ha dichiarato di voler dimenticare presto questa indimenticabile finale. Ora ha bisogno di recuperare le forze dopo un'interminabile gara che fa il paio con l'altra semifinale bellissima e stremante che lo ha visto trionfare in quattro set con l’amico-nemico Rafa Nadal. Ma ha cercato di rassicurare tutti ribadendo di essere ancora in piedi. Chi lo ha visto giocare può confermare il suo straordinario stato di grazia.
Più difficile sarà,  invece, smaltire la batosta di questa sconfitta contraddittoria e amara.

I prossimi campi di battaglia, il cemento americano, Canada.e Cincinnati, ci diranno quanta fame di vittorie avranno ancora "I Fantastici Tre", Djokovic, Federer e Nadal. 

Ph, pagina Facebook Wimbledon

Articoli correlati

+Commenti+

Ancora nessuno ha commentato questo articolo. Sii tu il primo.

lascia un commento