Presidio Democrazia e Costituzione, inviati a Mattarella e Conte tre documenti: ripudio della guerra, drammatica situazione sanità in Calabria, contrasto alle autonomie differenziate

Parte da Reggio Calabria un messaggio di unità del Paese in contrasto con l'iniziativa promossa a Roma da Salvini

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Il presidio unitario per la Democrazia e la Costituzione, costituito dai cittadini e dai rappresentanti delle Istituzioni, delle Associazioni e delle organizzazioni sindacali e politiche, che hanno condiviso l'appello dell'ANPI di Reggio Calabria per un'iniziativa contro la guerra e per la piena realizzazione della Costituzione, ha approvato tre ordini del giorno per dare attuazione all'articolo 11 della Carta Costituzionale e li ha consegnati al Prefetto di Reggio Calabria, affinché siano inoltrati al Presidente della Repubblica Italiana ed al Presidente del Consiglio dei Ministri.

Al presidio unitario di sabato 19 ottobre 2019, tenuto dalle ore 9.30 alle 12.00, in Piazza Italia a Reggio Calabria, voluto e promosso dall'ANPI reggina, hanno aderito e partecipato sia le Istituzioni (Comune di Reggio Calabria, Comune di Cinquefrondi, Comune di Polistena, Città Metropolitana di Reggio Calabria e Consiglio Regionale della Calabria), sia Associazioni e Organizzazioni Sindacali e Politiche (A.GE.DO, ARCI, ARCIGAY, LIBERA, Lega Ambiente, UDI, Partigiani Scuola Pubblica, Fridays for Future, FAND, CGIL che ha inserito l'iniziativa nell'ambito della propria programmazione denominata "Cento Piazze", CISL, USB, Meetup 5S, Articolo 1 e Gruppo del Consiglio Regionale "La Sinistra").
Hanno partecipato anche le sezioni ANPI di Palmi, Polistena e Taurianova.

Il presidio unitario ha approvato tre ordini del giorno consegnati al prefetto di Reggio Calabria, perchè siano inoltrati al Presidente della Repubblica ed al Presidente del Consiglio dei Ministri, da una delegazione composta da Sandro Vitale e Cristina Schiavone (Anpi), Giuseppe Marino (Libera) e Francesco Alì (Cgil).

Il primo, denominato "L’Italia ripudia la guerra" condanna l'intervento militare deciso dal Governo della Turchia nei confronti della Siria ed in particolare contro la popolazione curda residente nel territorio del Rojava.

"La guerra voluta e decisa da Erdogan" - si legge nel documento - in violazione della legalità internazionale e dello Statuto dell'ONU, deve essere fermata attraverso il ritiro dell’Ambasciatore italiano e di tutti gli Ambasciatori degli Stati della Comunità europea dal territorio della Turchia, la sospensione delle forniture militari italiane ed europee alla Turchia, l'immediata convocazione del Parlamento Europeo e dell'Assemblea Generale dell'ONU per la condanna della guerra e l'adozione di tutte le iniziative utili a far cessare le azioni di guerra messe in atto dal Governo Turco".

Il secondo ordine del giorno è riferito alla "drammatica situazione della Sanità in Calabria che lede i diritti fondamentali dei cittadini e la Costituzione della Repubblica".
"La drammatica situazione della Sanità in Calabria - si precisa nel documento consegnato in prefettura - si aggrava ogni giorno di più e lede i diritti fondamentali dei cittadini che nascono e vivono sul territorio calabrese. Tale situazione non solo è inaccettabile e intollerabile ma è soprattutto pesantemente lesiva dei diritti fondamentali di ciascun cittadino della nostra Repubblica, cui la nostra Carta Costituzionale (e la legge 833/’78 che ne dà attuazione in materia di Sanità) garantisce uguaglianza di diritti e di tutela per la difesa della salute e, ancor più, della vita".
"Le Istituzioni della Repubblica - conclude l'ordine del giorno - debbono dare piena attuazione ai valori fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalle leggi che la attuano. Le Istituzioni della nostra Repubblica debbono affrontare e risolvere oggi la gravissima crisi della Sanità calabrese. Qualsiasi ritardo sarebbe colpevole, ingiustificabile e incostituzionale".

Il terzo ed ultimo documento, indirizzato al Presidente della Repubblica ed al Presidente del Consiglio dei Ministri, è "Contro il progetto di Autonomie Regionali differenziate, per il rispetto e l'attuazione della Costituzione" ed arriva proprio nel giorno in cui la Lega di Salvini chiede a Roma interventi di segno opposto.

"Il progetto di attuazione delle Autonomie Regionali differenziate - si legge nel documento - se approvato e realizzato, determinerà un aggravamento delle condizioni, già oggi inaccettabili, di diseguaglianze tra le Regioni e tra i cittadini".
"Nella consapevolezza delle gravi conseguenze che ne deriverebbero, determinando lo stravolgimento dell'articolo 3 della nostra Carta Costituzionale, che sancisce l'eguaglianza ed impegna le Istituzioni della Repubblica a rimuovere "gli ostacoli" che di fatto la impediscono - gli estensori dell'ordine del giorno - chiedono che siano messe in atto tutte le iniziative per impedire che detto progetto venga approvato".


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