La nazionale trapiantati campione del mondo di volley a Newcastle sarà 'In campo per la vita' a Reggio Calabria per promuovere la cultura del trapianto e della donazione

Grande attesa per la partecipazione del campione calabrese Domenico Roberto

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"In campo per la vita" è un doppio appuntamento con la prevenzione e il benessere legati alla donazione ed al trapianto. 
Si comincia sabato 9 novembre alle 10 con la parte scientifica, un convegno che si svolgerà al Cansiglio regionale di Reggio Calabria.
Si prosegue domenica 10 al Liceo scientifico "A. Volta" con l'amichevole che vedrà protagonista la nazionale trapiantati di volley che ha partecipato e vinto alla XXII edizione dei World Transplant Games.

I mondiali per “trapiantati” si sono svolti a Newcastle, nel Regno Unito, nell’agosto scorso e nel corso dei quali l’Italia ha portato a casa 11 ori, 6 argenti e 13 bronzi.
Tra gli atleti azzurri premiati c’erano Domenico Roberto di Mottafollone, piccolo Comune della provincia  di Cosenza e sua moglie Katia Grosso. Domenico, nel 2009 ha ricevuto in dono il rene della moglie. Domenico e Katia si sono uniti in matrimonio nel 2006 e vivono e lavorano a Cesena. 

A Newcastle hanno gareggiato 2.500 atleti provenienti da 59 Paesi che si sono sfidati in 17 specialità. Il più giovane, un bimbo di 6 anni, argentino, il più anziano, un 84enne francese.

Domenico, che ha fatto parte del team di volley (è alzatore della Nazionale di pallavolo trapiantati e dializzati dell’ANED) che ha vinto l’oro e ha giocato come portiere nella nazionale di calcio a 6 che ha vinto il bronzo, sabato e domenica sarà a Reggio per il convegno e per l'amichevole. Nel piccolo Comune di Mottafollone c'è voglia di partecipare tanto che il sindaco ha messo a disposizione un autobus che partirà alla volta della città dello Stretto per consentire ai  "compaesani" di seguire da vicino il piccolo-grande campione che in un piccolo paese tutti conoscono bene.
Ma anche per seguire sua moglie Katia che, invece, ha gareggiato nei 5000 metri conquistando il decimo posto e nei 100 metri dove è arrivata sesta.

Per Domenico si è trattato  della la prima partecipazione ai mondiali.

Un'emozione unica per lui ascoltare l’inno nazionale, una cosa indescrivibile, al punto che non vede l'ora di ripeterla, non solo per poter rappresentare ancora il Paese, ma anche e soprattutto i donatori e le strutture ospedaliere.

Le sue medaglie non sono infatti solo sue, ma dell'intero team. "Si è trattato - come ama ripetere Domenico - di una vittoria di squadra da condividere tra chi è sceso sul parquet di gioco e tutto il movimento Aned Sport e a tutti i suoi attivisti" a cui vanno innanzitutto i suoi complimenti per questa grande affermazione.

Domenico praticava sport sin da ragazzino quando giocava a calcio, prima con gli allievi e poi in prima squadra nel campo di terra e fango del suo paese di origine. Ha proseguito la sua esperienza sportiva a Rende dove è diventato campione regionale Juniores e poi nelle prime squadre di 2^ e 3^ categoria nei campi cosentini e bolognesi dove si era trasferito per motivi di studio senza mai abbandonare  la sua passioe per lo sport.

A pallavolo invece giocava, come si faceva nei piccoli paesi, alle scuole superiori o nei tornei estivi quando si sfidavano le squadre dei Comuni limitrofi, oppure in spiaggia d'estate, provando i tuffi acrobatici del beach volley.

Poi la scoperta della malattia, il trapianto renale nel 2009 al Policlinico di Modena. Il riserbo sul suo stato di salute per moltissimi anni. Poi, nel 2018 la scoperta, grazie ai social, della Nazionale di pallavolo di trapiantati e dializzati Aned dove ha trovato innanzitutto una famiglia aggiuntiva.
Da allora non perde a nessun raduno e con lui sempre al fianco la moglie Katia, la sua donatrice, e la figlia di 6 anni nata dopo l’intervento.

Una volta al mese i raduni per gli allenamenti si trasformano in eventi per promuovere la donazione degli organi e dell’attività sportiva tra i trapiantati raccontando le esperienze.

Così arriva il raduno a Reggio Calabria,  proprio per promuovere la donazione, i benefici dell’attività sportiva nei trapiantati, l'associazionismo e l'appuntamento con i l mondiale,  un evento straordinario dove partecipano portatori di trapianto da tutto il mondo e di tutte le fasce di età. Vedere dei bambini di 6 anni confrontarsi in ogni tipo di attività sportiva è un'emozione indescrivibile.
Ovviamente prima del risultato sportivo viene quello umano. Appuntamento al prossimo mondiale che nel 2021 di terrà a Houston.

L’Italia del trapianto ha già fatto il pieno di medaglie e di emozioni ail World Transplant Games di Newcastle upon Tyne, del 24 agosto 2019. Bisognerà dunque lavorare sodo per potersi ripetere.

I Giochi Mondiali dei Trapiantati, nati nel 1978, sono organizzati dalla World Transplant Games Federation. Il loro scopo è celebrare il successo della terapia del trapianto e il dono della vita e, insieme, sensibilizzare la popolazione sull’importanza della donazione degli organi, dimostrando l’elevato livello di qualità della vita dei trapiantati, tanto da poter praticare sport ad alto livello. Altro scopo, ugualmente importante, incoraggiare i pazienti trapiantati a rimanere in forma e in salute e a condurre uno stile di vita sano dopo il trapianto.

Qualche numero di questa XXII edizione: circa 1.500 gli atleti in gara, i più giovani due seienni dall’Argentina, il più anziano un ottantatreenne dall’Italia, 800 i supporters, 53 i Paesi partecipanti, per una settimana di sport, dal 17 al 24 agosto.

In Italia, a intuire come il binomio sport e trapianto sia una combinazione vincente e a capire la duplice potenzialità dello sport come veicolo della cultura della donazione e del trapianto, da un lato, e come mezzo per promuovere corretti stili di vita nei trapiantati, dall’altro, è stata per prima ANED (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto – Onlus), che dal 1972 rappresenta e tutela i nefropatici dializzati e trapiantati e che da 20 anni, con il comitato Aned Sport, promuove lo sport come potente mezzo di riscatto dalla malattia e di testimonianza attiva della voglia di vita di dializzati e trapiantati. Tutto ciò, attraverso l’organizzazione dei Giochi Nazionali del Trapiantati e come Team Manager della Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati nei World Transplant Games, che si svolgono ogni due anni nelle loro edizioni estiva e invernale.

Ecco il medagliere azzurro dell'ultima edizione dei mondiali.

Stefano Selva, tiro con l’arco, oro;

Nazionale Italiana Pallavolo Trapiantati e Dializzati (Gabriele Alzati, Samantha Ciurluini,Alfonso D’Ambrosio
(capitano), Lucio Fior, Pasquale Iacovone, Margherita Mazzantini, Marco Mestriner, Marco Minali, Alessandro Pege, Barbara Perpenti, Michele Quarantino, Domenico Roberto, Paolo Rossetto, Federico Salton), pallavolo, oro;

Daniela De Rossi, dorso 50 m, oro;

Roberto Cantoni, salto in lungo, oro;

Marta Nizzo, tennis, oro;

Samantha Ciurlini, getto del peso, oro;

Liliana Castellani, 400 m, oro;

Angelo Panio, marcia 5 km, oro;

Arduino Giorgi, marcia 5 km, oro;

Samantha Ciurlini, lancio della palla, oro;

Daniela De Rossi, farfalla 50 m, argento;

Daniela De Rossi, stile libero 50 m, argento;

Liliana Castellani, freccette, argento;

Arduino Giorgi, salto in lungo, argento;

Riccardo Rao, 100 m (living donors), argento;

Samantha Ciurlini, lancio del giavellotto, argento;

Selezione calcio a sei (Raffaele Albano, Daniele Dorizzi, Margherita Mazzantini, Marco Minali, Angelo Panio, Ludovico Rao, Domenico Roberto, Federico Salton, Stefano Selva, Giacomo Terranova, Andrea Vanelli, Allenatore: Riccardo Rao, donatore di midollo al fratello gemello), calcio a sei, bronzo;

Ermanno Manenti, crono su strada 10 km, bronzo;

Ermanno Manenti, ciclismo su strada 30 km, bronzo;

Liliana Castellani, ciclismo su strada 30 km, bronzo;

Andrea Sironi, stile libero 50 m, bronzo;

Nazionale Italiana Pallacanestro Trapiantati e Dializzati (Marco Mestriner, Federico Salton, Raffaele Albano, Marco Minali, Stefano Volpe, Ludovico Rao), pallacanestro, bronzo;

Alberto Zanetti, stile libero 400 m, bronzo;

Roberto Cantoni, stile libero 400 m, bronzo;

Roberto Cantoni, dorso 100 m, bronzo;

Barbara Perpenti, freccette, bronzo;

Carolina Panico, 400 m, bronzo;

Per l’Italia posizione numero 17 nel medagliere finale. Primi tre posti a Gran Bretagna e Irlanda del Nord, USA e Iran.


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