Tar boccia l'ordinanza Santelli, Sindaco Falcomatà: 'Vogliamo ripartire, ma ordinanza regionale era illegittima, illogica e irresponsabile'

Irto, ex presidente Consiglio regionale: 'Tempo ed energie sprecati per preparare una fase vera di rilancio della Calabria'

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Falcomatà e Irto Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso e annullato l'ordinanza del Presidente della Regione Calabria del 29 aprile 2020 nella parte in cui dispone che "sul territorio della Regione, è consentita la ripresa delle attività di Bar, Pasticcerie, Ristoranti, Pizzerie, Agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all'aperto'. Ordina che la sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa". Clicca qui per saperne di più

La sentenza del Tar di fatto richiude le attività che la Regione aveva riaperto in quei Comuni che avevano osservato l'ordinanza della Regione Calabria. Come si ricorderà, infatti, moltissimi Comuni, con propria ordinanza avevano già bocciato l'ordinanza regionale manifestando la volontà di rispettare il DPCM per tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini.

I giudici amministrativi del capoluogo calabrese accogliendo il ricorso del governo e annullando l'ordinanza della Regione Calabria, hanno sottolineatoo che "spetta al Presidente del Consiglio individuare le misure necessarie a contrastare la diffusione del virus COVID-19, mentre alle Regioni è dato intervenire solo nei limiti delineati dall'art. 3".

Sull'argomento sono intervenuti anche il Primo Cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà e Nicola Irto, ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, entrambi esponenti del PD.

"Il nostro obiettivo è quello di superare questa emergenza e ripartire subito, gradualmente e in sicurezza. L'ordinanza regionale, illegittima illogica e irresponsabile, rischiava di mandare all'aria tutto ciò che i Calabresi sono riusciti a fare fino ad oggi, rispettando le regole con grande senso di resposabilità e consentendo alla nostra regione di rimanere tra le meno colpite in Italia dall'emergenza sanitaria". È quanto dichiara il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà commentando la decisione del Tar di sospendere l'ordinanza regionale emanata dalla Governatrice Jole Santelli.

"Oggi la sentenza del Tar di fatto certifica l'illegittimità e l'inopportunità dell'assurdo provvedimento adottato dalla Regione Calabria. Un'ordinanza - ha aggiunto Falcomatà - alla quale negli ultimi giorni si erano opposti l'ordine dei medici, la task force degli esperti medici nominati dalla stessa Regione, l'Anci territoriale e nazionale insieme alla stragrande maggioranza dei sindaci calabresi, il Governo che aveva chiesto che venisse modificata ricevendo il benservito dalla Governatrice, ma soprattutto gli stessi operatori economici e i cittadini cui il provvedimento era diretto".

"È chiaro che non si tratta di una normale vicenda amministrativa - ha aggiunto il sindaco - ma di una questione che ha messo gravemente a rischio la salute dei calabresi e che quindi non poteva passare in cavalleria.
Da parte nostra abbiamo immediatamente posto un argine a questo scempio disponendo un'ordinanza che superasse le novità introdotte dalla Regione quasi nottetempo, alla vigilia di una data sensibile come l'1 maggio, allineandoci con le disposizioni del Governo sostenute da serie valutazioni scientifiche e mettendo al riparo dai rischi i nostri concittadini. Allo stesso tempo abbiamo ritenuto di costituirci in giudizio per accertare se l'ordinanza potesse produrre danni al nostro territorio, cosa effettivamente verificata dal Tar che oggi fortunatamente ha messo la parola fine su una vicenda che ci saremmo volentieri risparmiati".

"Noi in questa fase - ha concluso il primo Cittadino - abbiamo l'esigenza di tutelare due priorità assolute: la salute dei cittadini ed il loro diritto al lavoro. Riaprire si quindi, ma in sicurezza, rispettando le norme ed i protocolli e procedendo in maniera graduale e condivisa, senza strattoni, ancor più quando questi provengono da una chiara ed evidente strategia nazionale di polemica politica, che, seppur legittima, non può e non deve mai prevalere sugli interessi del territorio, specialmente su temi delicati come quello della salute dei cittadini".

L'ex presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, attraverso la propria pagina Facebook ripercorre la vicenda: "Allora, ricapitolando: la famosa ordinanza della Regione Calabria per la riapertura di bar e ristoranti con tavoli all’aperto è stata applicata da meno di 10 comuni (su 404).
Il governo nazionale ha chiesto, perché ne ha titolo, di modificarla per evitare l’impugnativa e per disinnescare il primo (ed unico) scontro frontale con una Regione italiana.
Ma niente, la Regione ha detto no. Ledendo anche il principio di leale collaborazione, secondo il TAR. Che ha messo (si spera) la parola fine".
"Questa storia - ironizza Irto - ha portato la presidente della Regione a partecipare a più trasmissioni televisive nazionali in pochi giorni di quanto non abbiano fatto gli ultimi 3 governatori della Calabria in 14 anni.
Se fosse stato per promuovere l’immagine della mia regione avrei applaudito davvero.
Ma, alla fine della fiera, qual è il risultato? Chi ha vinto? Non ha vinto nessuno. Ha perso la Calabria".

"Sarebbe stato utile per tutti (governo nazionale, governo regionale, e ci metto, certo, pure l’opposizione) - conclude Irto - usare il tempo e le energie sprecati per preparare una fase vera di rilancio della Calabria e del Sud, la cui economia sta subendo il colpo di grazia dal coronavirus.
Spero che questa decisione dei giudici amministrativi ponga fine allo scontro e ci porti a lavorare per aiutare la Calabria senza steccati ma con un’assunzione collettiva di decisioni concrete e responsabilità".










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